Press "Enter" to skip to content

Separazione con addebito

Una delle questioni spesso affrontate dagli avvocati divorzisti è la separazione con addebito. Cosa vuol dire? Premesso che la separazione può essere con addebito o senza addebito, questi non viene dichiarato d’ufficio dal giudice che pronuncia la separazione, ma è il coniuge a richiederlo.

La richiesta viene fondata sul fatto di addossare all’altro coniuge la responsabilità per la fine del matrimonio. Vediamo di saperne di più sulla separazione con addebito.

Tipologie di separazione

Quando due coniugi decidono di separarsi possono farlo scegliendo fra alcune tipologie di separazione. Una di queste è la separazione senza addebito, che si ha quando nessuno dei coniugi chiede la pronuncia giudiziale di addebito oppure nel caso in cui la domanda venga respinta.

Esistono poi la separazione giudiziale con addebito e la separazione consensuale. Nel primo caso, visto che non viene raggiunta un’intesa tra le parti, decide il giudice, ed è lui a decidere a chi dei due coniugi addebitare la separazione.

Nel secondo caso, invece, il marito e la moglie si accordano sulle condizioni e le modalità con le quali scelgono di separarsi, e bisogna solamente omologare gli accordi presi tra marito e moglie per poterli rendere esecutivi.

E’ importante sottolineare che l’addebito della separazione si può richiedere e ottenere solo quando si tratta di separazione legale giudiziale e non di separazione consensuale.

Separazione con addebito cause

Le cause per chiedere la separazione con addebito possono essere molteplici e vanno tutte nella direzione di ritenere l’altro coniuge responsabile della fine del matrimonio. Ecco quali sono le principali:

  • Infedeltà coniugale

L’infedeltà extraconiugale è la causa più comune per cui si può richiedere la separazione con addebito. In genere il tradimento da parte di uno dei coniugi durante il matrimonio è una violazione che porta ad un convivenza intollerabile, tuttavia, per richiedere l’addebito, bisogna documentare il tradimento e dimostrare che sia stato la causa della fine del matrimonio.

  • Abbandono del tetto coniugale

Quando uno dei due coniugi lascia la residenza familiare senza il consenso dell’altro coniuge e non vuole più tornare viola i doveri matrimoniali. Se però questo comportamento è motivato da una giusta causa, come per esempio dall’assenza di un’intesa sessuale appagante, o da litigi frequenti con l’altro coniuge, l’addebito non viene concesso.

  • Violazione degli obblighi di assistenza

Quando si viene meno ai doveri di assistenza morale e materiale durante il matrimonio si può richiedere l’addebito della separazione. Alcuni esempi di comportamenti che violano gli obblighi di assistenza sono le minacce, gli eccessi, le offese gravi, gli atteggiamenti eccessivamente autoritari, mobbing, comportamenti volti ad annientare la personalità del coniuge.

  • Violenze familiari

Aggressione, molestie, violenze verso moglie o figli possono essere causa di addebito, ma solo quando è stato questo comportamento a causare la fine del matrimonio e a rendere intollerabile la convivenza. Nello specifico, l’addebito può essere ottenuto anche se è accaduto un solo episodio di percosse, e sia ovviamente provato. Anche un solo episodio di violenza viene ritenuto un comportamento idoneo a sconvolgere l’equilibrio della coppia in modo definitivo e a ledere la dignità di qualsiasi persona.

Commenta per primo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *