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Truffa assicurativa: come riconoscerla e come difendersi

La truffa assicurativa è uno dei fenomeni più frequenti degli ultimi anni, che è cresciuto di pari passo con l’avvento delle polizze online. Queste ultime, grazie all’evoluzione del digitale, consentono ai conducenti di risparmiare cifre considerevoli sulla copertura per auto o moto. Come riconoscere le frodi assicurative e come difendersi? E cosa succede all’assicurato in caso di contraffazione contrassegno assicurativo? Scopriamo di più su raggiri di assicurazione e truffe perpetrate dagli assicurati.

Prima di addentrarci su come riconoscerle e come difendersi, è indispensabile chiarire cosa sia un sinistro. Con il termine sinistro deve intendersi qualunque evento che determini il diritto, per il contraente una polizza assicurativa, di ottenere un indennizzo o dal quale ne consegua la c.d. rivalsa (non solo gli incidenti stradali, dunque).

Come vengono fatte le frodi assicurative

Scoprire una truffa assicurativa non è sempre facile, soprattutto se viene organizzata in maniera molto meticolosa. Nella maggior parte dei casi i truffatori sfruttano la necessità dei conducenti di risparmiare sulla polizza auto, e di conseguenza la convenienza economica diventa lo strumento più frequente per indurre le persone ad acquistare l’assicurazione fasulla.

Le polizze fasulle vengono proposte maggiormente online, tramite piattaforme web contraffatte che si presentano praticamente uguali ai siti ufficiali delle compagnie di assicurazione. Ecco come riconoscere la truffa assicurativa:

  • I siti sono molto scarni e solitamente sono composti da poche pagine, ma soprattutto comprendono la “homepage” e una pagina di contatto
  • Nella homepage spesso si fa riferimento a polizze temporanee
  • Nella pagina principale vengono richiesti dati personali e di contatto del consumatore, compresa la targa del mezzo, marca e modello, data di decorrenza della polizza
  • In alcuni casi rievocano logo, nome, immagini o altri elementi che appartengono ad altri gruppi di assicurazione famosi
  • I canali di contatto disponibili consistono in indirizzo email fornito da un provider di posta gratuito, numero di telefono cellulare, in casi rari un numero di telefono fisso

La truffa scatta quando il consumatore fornisce i dati e viene contattato dal truffatore  che si spaccia per un consulente telefonico o intermediario della compagnia che pensa di aver contattato.

Come difendersi

Per non incappare nella truffa assicurativa bisogna diffidare di:

  • Siti che hanno come contatto un numero di cellulare o invitano ad usare un sistema di messaggistica veloce
  • Portali che propongono o usano una mail fornita da un provider gratuito
  • Siti composti da poche pagine
  • Siti che propongono polizze temporanee
  • Che chiedono nella pagina principale i dati di contatto.

In caso di dubbi, controllare sul sito di IVASS se la Compagnia di assicurazioni o l’intermediario sono iscritti negli elenchi o registri, oppure chiamare il Contact Center Consumatori dell’IVASS: 800.48.66.61.

Frode assicurativa codice penale

Truffare assicurazione è un fenomeno molto diffuso e ogni anno sono tantissime le persone indagate per frode assicurativa. Considerata un vero e proprio reato, è regolato dall’art. 642 Codice Penale.

Il testo stabilisce che chiunque distrugge, disperde, deteriora od occulta cose di sua proprietà, falsifica o altera una polizza o i documenti richiesti per stipulare un contratto di assicurazione, allo scopo di conseguire l’indennizzo o comunque un vantaggio scaturito da un contratto di assicurazione, viene punito da uno fino a cinque anni di reclusione.

Il reato di truffa assicurativa può essere commesso solamente dall’assicurato che assume una condotta criminosa, come può esserlo la denuncia di un sinistro non realmente accaduto, oppure la distruzione, falsificazione, alterazione o precostituzione di elementi di prova o documenti relativi al sinistro.

Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche se il fatto è commesso all’estero, in danno di un assicuratore italiano, che eserciti la sua attività nel territorio dello Stato. Il delitto è punibile a querela della della persona offesa.

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