Il 17 settembre 2025 il Senato ha approvato in via definitiva la prima legge nazionale sull’Intelligenza Artificiale.
Si tratta di un passo storico: l’Italia è il primo Paese in Europa ad adottare un quadro normativo organico a livello nazionale, in piena coerenza con l’AI Act europeo.
I principi generali della legge
La nuova normativa si fonda su alcuni capisaldi che orienteranno lo sviluppo e l’uso dell’IA nel nostro Paese:
- Antropocentrismo: l’essere umano al centro delle decisioni
- Trasparenza e tracciabilità: ogni uso dell’IA deve essere chiaro e verificabile
- Sicurezza: protezione dei diritti fondamentali e garanzie per i cittadini
- Sorveglianza umana: obbligo di controllo umano sui sistemi di IA
L’obiettivo è favorire un’adozione dell’IA responsabile, sicura e rispettosa dei valori costituzionali, promuovendo al contempo l’innovazione nei settori strategici.
L’Articolo 13: IA e professioni intellettuali
Uno degli aspetti più rilevanti per gli avvocati è l’Art. 13, che disciplina l’uso dell’intelligenza artificiale nelle professioni intellettuali.
La norma stabilisce principi chiari e inderogabili:
- L’IA può essere utilizzata solo per attività strumentali e di supporto all’attività professionale
- Deve sempre prevalere il lavoro intellettuale dell’avvocato nella prestazione professionale
- Obbligo di trasparenza verso il cliente: l’avvocato deve comunicare al cliente l’utilizzo di sistemi di IA con “linguaggio chiaro, semplice ed esaustivo”
Il principio fondamentale
La legge chiarisce che l’intelligenza artificiale non può sostituire il giudizio professionale dell’avvocato, ma solo supportarlo nelle attività accessorie. Il rapporto fiduciario tra avvocato e cliente resta centrale e deve essere tutelato attraverso la trasparenza informativa.
Altri aspetti rilevanti per i legali
La legge tocca anche altri ambiti di interesse per i professionisti del diritto:
- Giustizia (Art. 15): disciplina l’uso dell’IA negli uffici giudiziari, riservando sempre al magistrato le decisioni fondamentali
- Tutela del diritto d’autore (Art. 25): nuove regole per le opere create con l’ausilio dell’IA
- Nuove fattispecie penali (Art. 26): sanzioni per l’uso illecito dell’IA, inclusa la diffusione di contenuti falsificati
Cosa significa per avvocati e professionisti del diritto
Per la professione forense, la nuova legge rappresenta:
- Una cornice di certezza normativa nell’uso degli strumenti di IA
- La garanzia che le decisioni cruciali restino affidate al giudizio professionale
- L’obbligo di trasparenza verso il cliente sui sistemi utilizzati
- L’opportunità di utilizzare soluzioni innovative per attività di supporto, in piena conformità con i principi di legge
sententIA: già allineata con i nuovi principi
La filosofia alla base di sententIA è perfettamente in linea con l’impianto normativo appena approvato:
- ✅ Supporto concreto al lavoro dell’avvocato per attività strumentali
- ✅ Nessuna sostituzione del giudizio professionale
- ✅ Trasparenza nelle funzionalità e tutela dei dati personali
- ✅ Pieno controllo dell’avvocato sui risultati
Con sententIA hai la certezza di uno strumento utile, sicuro e conforme alle nuove regole.
Conclusione
La legge italiana sull’intelligenza artificiale segna un punto di svolta importante: l’IA entra ufficialmente nel quadro normativo nazionale, con regole chiare per le professioni legali e la tutela dei diritti. Per i professionisti del diritto, questo significa poter contare su strumenti innovativi, ma sempre nel rispetto della centralità del giudizio professionale e del rapporto fiduciario con il cliente.
Con sententIA puoi già oggi lavorare in linea con questi principi: l’IA al tuo fianco, mai al tuo posto.

